E’ possibile migliorarsi ?

Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Print this pageEmail this to someone

E' possibile migliorarsi ?
Vi e mai capitato di sentire la frase "sono fatto così!" ?
Oppure "sono nervoso di natura! "?. Credo di sì, anzi spesso è probabile che anche voi ne abbiate fatto uso.
Ne consegue una riflessione: se siamo "fatti" in un certo modo, è possibile cambiare o migliorarsi?
Istintivamente è probabile che ognuno di voi senta che è possibile; chi mai potrà dire, pensandoci bene, di essere rimasto sempre uguale a se stesso, nonostante il tempo che passa e le esperienze fatte?
Ci sono parti del nostro carattere che sembrano evolversi e altre che ci appaiono sempre uguali a se stesse: per esempio ci sono delle situazioni che si ripetono al di là della nostra volontà, altre che si modificano apparentemente anche senza il nostro intervento diretto.

Fig.1 - I Fattori che determinano la Personalità

 Destino, ereditarietà e cambiamento
Ogni uomo aspira al proprio miglioramento. Già dagli studi di Maslow, descritti nel suo libro 'Personalità e motivazione' si è ipotizzato che ogni essere umano tenda all'autorealizzazione. Ma perché questa evoluzione si compia in modo consapevole, dobbiamo tenere in considerazione tre fattori (F ig.1 ) che determinano la nostra personalità e che limitano o facilitano l'attuazione di tale processo:

  • il primo è quello ereditario, la base genetica ricevuta dai genitori;
  • il secondo e costituito dall'ambiente, ovvero da quegli stimoli esterni che ci vengono forniti dopo la nascita e durante tutta la vita: la famiglia, la società, la scuola, le convenzioni culturali, il tipo di clima, la natura, ecc., elementi che incidono profondamente sul nostro carattere.
  • il terzo è rappresentato dalla reazione personale, cioè dal nostro modo di reagire agli stimoli che ci provengono dal mondo oggettivo.

Se affidiamo la crescita e lo sviluppo della personalità esclusivamente ai primi due fattori, il cambiamento non avrà la possibilità di essere diretto da noi stessi.
Saremo sempre le vittime di un sistema o di eventi su cui non abbiamo potere di azione, soprattutto nei primi anni di vita, quando siamo completamente dipendenti da situazioni esterne.
Il vero cambiamento può svilupparsi esclusivamente facendo leva sulla realtà interiore, sulla reazione personale agli eventi, capacità che ciascuno di noi sente intuitivamente di possedere.
Quando si attiva la reazione personale siamo in grado di dirigere la nostra energia, verso una consapevole interpretazione della realtà, sino allo sviluppo di certe potenzialità e del libero arbitrio. Seguendo questa logica, l'individuo può concorrere in modo diretto alla formazione della propria personalità, impostando un lavoro di autoeducazione ed utilizzando strumenti per essere protagonista di questa ricerca.
Come mai, se questo è vero, ogni tanto pensiamo "non ce la faccio, è più forte di me! "?
A volte ci troviamo di fronte a persone che sembrano aver affidato la propria vita ad un atteggiamento fatalista. Sembra che in Italia si spendano miliardi per cercare queste sicurezze nell'oroscopo o attraverso le arti divinatorie. Si cerca di essere rassicurati sul proprio futuro non avendo la forza, e forse nemmeno il coraggio, di impostare la propria vita basandosi sull'esperienza e sulle proprie forze. Ciò che queste persone cercano è un atteggiamento mentale vincente!
Per credere in se stessi cosa c'è di meglio che conoscere il finale che tanto temiamo, specialmente se detto da una persona che riteniamo l'essenza della "verità"?
Non sappiamo più come muovere le motivazioni e le energie del pensiero per costruire una vita coerente con le nostre potenzialità e desideri interiori.
Altri invece si fanno condizionare da opinioni altrui.
Specialmente nell'infanzia, non avendo strumenti per difenderci siamo spesso bombardati da messaggi di svalutazione e siamo considerati dalla cultura commerciale dei "contenitori di prodotti". Attraverso i messaggi pubblicitari, ad esempio, si insinuano desideri inesistenti, che conducono all'illusione che il possedere beni materiali sia l'equivalente della vera autostima.
Quanto può essere deviante pensare che gli oggetti dei propri sogni, ovvero un abbigliamento firmato o l'automobile più grintosa, rendano una persona più apprezzabile agli occhi degli altri!
Spesso la nostra personalità non si esprime secondo una scelta personale, ma solo in quanto ci identifichiamo in un particolare personaggio.
La nostra identità è fortemente in pericolo se non si stabilizza la propria autostima.
Quante volte sentiamo dire "non sei adatto per fare questo...", "non riuscirai mai a combinare niente di buono" oppure messaggi più crudi e violenti: "sei come tuo padre o tua madre", " non ti abbiamo voluto", "sei nato per caso ", o ancora "volevamo una femmina, un maschio", "da quando ci sei tu questa casa è un inferno". Altre volte sono gli educatori a mancare il compito che si sono assunti. Spesso purtroppo sentiamo giudizi sulle persone che non si addicono ad un educatore: "Non sei taglia to per questa materia", "resterai un somaro!". Il razzismo ideologico di chi pensa di sapere tutto, e in base a questo giudica, blocca così fortemente le energie che spesso bimbi e adolescenti si sentono limitati da una scarsa autostima, una convinzione negativa che li porta a perdere motivazione ed entusiasmo allo studio, inteso come conoscenza, e alla vita di relazione.

Il carattere come espressione delle false convinzioni
Le convinzioni costituiscono la base del carattere, base funzionale su cui costruiamo le esperienze. Inevitabilmente, quando queste convinzioni sono negative, i tentativi che si compiono per ricercare autostima e credibilità contengono poca forza perché possano compiersi. Quante volte limitiamo le nostre energie o chiudiamo in un cassetto sogni e aspirazioni pensando semplicemente di non essere "tagliati" per un ruolo che invece intimamente una parte di noi sente di poter conquistare!
Quanti desideri possono essere sepolti dalla convinzione di non essere all'altezza, magari perché abbiamo creduto veri i giudizi negativi sulla nostra persona formulati da un altro.
Le convinzioni possono essere un ostacolo non indifferente al miglioramento e all'espressione dei talenti individuali: esse costituiscono una realtà soggettiva che influenza e condiziona la realtà esteriore e quasi sempre il nostro carattere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *