Essere leader di se stessi

Una piccola riflessione sul concetto di Leadership, intesa come leader di sé. Leadership dal verbo Inglese: “to lead”= guidare, condurre.
“La Leadership è la capacità di guidare con il cuore le persone nel raggiungere l’obiettivo”.

Ma chi è il Leader?
Quali sono le sue caratteristiche? Ma soprattutto come conduce se stesso?
Il concetto di leadership oltre ad essere riferito al ruolo che uno ha nella vita è legato “all’essere”, a ciò che si fa e a come lo si fa. Quindi, possiamo dire che è una condizione Interiore “è equilibrio”.
Per alcuni è una dote innata, ma si può diventare un buon leader?
Oggi esistono, corsi, libri, video, tecniche che ci spiegano “come o cosa fare” per persuadere, motivare, guidare e formare. Tutti strumenti utili e interessanti. Ma dove mettiamo il saper essere e la stabilità interiore? Un leader gestisce con equilibrio la propria vita e i rapporti che ne fanno parte. Essere leader di se stessi significa acquisire consapevolezza di sé, dei propri desideri, paure e limiti, per poterli superare aumentando la propria autostima. Ci sono ricchezze e talenti dentro ogni essere umano………..
Un leader sa porsi domande e comprendere i propri punti di forza e di debolezza, per porvi miglioramento, attraverso un lavoro di sviluppo personale gestisce i suoi stati d’animo, sa ascoltarsi e motivarsi, matura un’elevata intelligenza emotiva, ma soprattutto guida con esempio.
Sa, bene, che non può fare a meno degli altri e dai buoni rapporti che saprà costruire dipenderà la sua felicità.
Motiva chi gli sta intorno, senza creare dipendenze emotive, perché lui stesso è emotivamente indipendente, gode dei complimenti, ma non ne ha bisogno per sentirsi completo perché consapevole del suo valore, indipendentemente dal giudizio degli altri.

Di seguito uno spunto tratto dal libro di Goleman sulle principali caratteristiche di un Leader (Essere Leader, D. Goleman, BUR).

Provate a guardarvi dentro e osservare quali soni i vostri talenti e quali dovete migliorare!

Consapevolezza del proprio stato emotivo: il leader è sintonizzato sui propri segnali interiori e su l’impatto che esercitano sulla sua vita e sulle prestazioni professionali. E’ spontaneo e schietto, non teme di parlare delle sue emozioni.

Accurata autovalutazione: conosce i propri limiti e i suoi punti di forza. E’ autoironico. Capisce dove migliorarsi e non ha difficoltà a chiedere aiuto.
Fiducia in se stesso: riesce ad avvalersi dei suoi punti di forza. E’ stimolato dai compiti difficili.

Gestione delle proprie emozioni: riesce a capire come dominare le sue emozioni, resta calmo e lucido in situazioni di stress elevato.

Trasparenza: si comporta in modo trasparente. Vive secondo i propri valori. Si oppone a comportamenti non etici da parte di altri invece che fingere di non vederli.

Adattabilità: riesce a districarsi fra diverse esigenze sena perdere concentrazione ed energia. E’ flessibile di fronte a nuove sfide e si adegua alla fluidità dei cambiamenti

Orientamento al risultato: ha standard personali elevati che lo spronano costantemente a cercare miglioramento delle prestazioni, sia per se stesso che per i propri collaboratori. E’ pragmatico e fissa obiettivi ragionevoli ma stimolanti, sa valutare il rischio e quindi fissa obiettivi raggiungibili. E’ in continuo apprendimento.

Atteggiamento mentale positivo (resiliente): sa assorbire i colpi interpretando la sconfitta più come opportunità che come una minaccia. Guarda agli altri positivamente e si aspetta il meglio da loro. Ha la prospettiva del “bicchiere mezzo pieno”.

Empatia: è in grado di sintonizzarsi su un’ampia gamma di segnali emotivi, ciò gli permette di captare le emozioni, tacite ma percepibili, di un singolo o di un gruppo. Ascolta attentamente e riesce a cogliere la prospettiva degli altri. (Vi ricordate il primo esercizio del corso Leadership interiore?)

Orientamento al cliente: promuove nell’organizzazione un clima emotivo nel quale le persone a diretto contatto con la clientela sapranno mantenere l’equilibrio delle relazioni. Tiene sotto controllo il livello di soddisfazione dei suoi clienti assicurandosi che ricevano ciò che occorre e , se necessario si rende disponibile.

Leadership ispiratrice: è capace di ispirare gli altri, scuote le persone mostrando loro una visione avvincente o una missione condivisa, in modo da stimolarle a seguirlo. Trasmette il senso di uno scopo comune, che trascende le mansioni quotidiane e rende entusiasmante il lavoro.

Influenza: l’indicatore di questa competenza va dalla capacità di suscitare interesse, al sapere come costruire risorse interne attraverso le persone chiave e, come creare una rete di sostegno delle proprie iniziative. E’ stimolante e persuasivo.

Sviluppo delle potenzialità altrui (far crescere): ha attitudine a coltivare le potenzialità altrui, mostrano un autentico interesse, ne comprendono gli obiettivi, i punti di forza e i punti deboli. Sa dare feedback costruttivi e puntuali è mentore o maestro naturale.

Gestione dei conflitti: sa gestire i conflitti, trova il modo di far parlare tutte le parti interessate, sa capire le loro differenti prospettive, e riesce infine a trovare un ideale comune. Fa affiorare il conflitto, riconosce i sentimenti e i punti di vista di tutti e poi reindirizza l’energia verso un ideale comune.

Lavoro di gruppo e collaborazione: sa fare gioco di squadra, genera atmosfera cameratesca ed è egli stesso modello di rispetto, sostegno e collaborazione. Induce gli altri ad impegnarsi con entusiasmo alle varie iniziative e sa costruire lo spirito e l’identità del gruppo. Dedica tempo a plasmare e cementare relazioni profonde, al di là degli obblighi dettati dal lavoro.

Essere leader significa impegnarsi quotidianamente per raggiungere i propri obiettivi, gustando la magia del viaggio verso di essi. Ecco perché è importante conoscere se stessi ed essere i principali artefici della propria vita.

Buon lavoro!!!!

Michela Nestori

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