Il metodo

Indicazioni generali e filosofia del metodo di psicologia del benessere
Psicologia del benessere e' un metodo di sviluppo personale che ha lo scopo di farle conoscere come utilizzare meglio le potenzialità della sua mente. Attraverso le tecniche di rilassamento e di visualizzazione il metodo le permetterà di gestire le sue energie e di dominare le emozioni negative attraverso strumenti concreti che la metteranno nella condizione di conquistare, mantenere e trasmettere il benessere. Non è difficile né complicato: lo si può fare velocemente e con ottimi risultati.
I corsi
Il modo più semplice per apprendere le tecniche di psicologia del benessere è frequentare un corso dove, con l'aiuto di un Docente, si sperimentano concretamente gli effetti positivi di ogni tecnica. L'apprendimento diretto e la possibilità di fare le tecniche con una guida esperta, fanno del corso la via privilegiata per imparare ad usare la mente e i suoi poteri.
Il corso è costituito da una serie di tecniche il cui scopo è quello di gestire le energie psicofisiche per dirigersi nel miglior modo possibile. Nello svolgimento del corso, volutamente più pratico e concreto, si impara ad usare ogni tecnica in modo efficace per poter essere in grado di lavorare con autonomia verso i propri obiettivi.
Durante il corso vengono spiegate le modalità di effettuazione delle tecniche, la loro efficacia, i supporti scientifici che ne hanno permesso l'elaborazione, ma soprattutto vengono personalizzate a seconda delle esigenze dei partecipanti. Questa sperimentazione concreta permette ad ogni individuo di avere la certezza che la tecnica consigliata possa realizzare gli obiettivi desiderati.
E' anche importante sapere che ogni persona è tutelata nella sua intimità.

Per approfondire i contenuti potete leggere le seguenti pagine estratte dalla pubblicazione di Leonardo Milani
"La psicologia del benessere"'
Filosofia di un Metodo di Sviluppo Personale

L’uomo sembra aver dimenticato la capacità di conoscersi e di dirigersi, qualità peraltro che dovrebbe essere naturale. Vivendo in modo talvolta meccanico e frettoloso ha diminuito la propria consapevolezza a favore di una modalità di vita attenta più alle soddisfazioni materiali di desideri creati da altri, che all’ascolto delle proprie esigenze ed aspettative. Pur svolgendo con successo tante attività, spesso paga dei prezzi molto alti per questa mancanza di consapevolezza. Molti rinunciano alla propria autorealizzazione credendo di non essere all’altezza di compiti che invece potrebbero concretizzare e spesso si rifugiano nelle illusioni del benessere, che si rivelano tali quando fa capolino quel certo malessere che a volte si esprime con un indefinibile disagio, a volte con la malinconia, o con veri e propri disturbi. In effetti ciascuno di noi ha sperimentato che l’energia mal diretta provoca inconvenienti non solo a livello fisico, ma anche affettivo e professionale: il corpo ci invia segnali, spesso inascoltati, come il mal di testa, l’insonnia, i disturbi gastrici o la stanchezza, periodi in cui si ha mancanza di motivazione. In molti casi è addirittura il sonno a rimetterci: durante la notte il cervello rimane ancorato ai problemi da risolvere e il risveglio, se di risveglio si può parlare, non è accompagnato dalla sensazione di essere riposati. Altre volte i disturbi psicosomatici ci inducono ad un riposo obbligato e a terapie che in effetti non colgono l’essenza e il motivo di certi malesseri. Infatti, molte di queste malattie sono la conseguenza della reazione dell’organismo che ha superato la soglia di sopportazione: ed è così che più viviamo in modo stressato, più diventiamo indifesi allo stress stesso. E’ un circolo vizioso.

In questi casi cosa si fa?
Spesso agiamo seguendo la volontà o la razionalità pensando di poter imporre al nostro organismo un ulteriore sforzo, ma in certi casi ci sembra di andare in direzione contraria: per esempio quando abbiamo voglia di rilassarci o di abbandonare certe preoccupazioni, spesso continuiamo ad essere preoccupati e a rimanere tesi senza una ragione evidente. Il cervello non riesce a comandare certi meccanismi che sembrano sotto il controllo di una parte diversa. La volontà è uno strumento straordinario che ha un grande potere e che ci permette di attivare azioni e comportamenti verso obiettivi personali. Con la razionalità e la volontà possiamo decidere di fare un movimento, di mangiare, di prendere un oggetto con la mano, di andare a dormire o di smettere di fumare. Purtroppo, con la stessa logica non possiamo decidere di dormire bene, di digerire efficacemente, di essere rilassati in una situazione di crisi o evitare di diventare rossi in una situazione imbarazzante. Anzi, più ci sforziamo, più il problema aumenta.

Ma se lo si desidera perché non accade? Perché più ci si sforza, peggio è?
In realtà ciò che spinge l’uomo all’azione nasce da una “profondità” che ha qualcosa di vago, d’indefinibile. Quello che realmente fa agire una persona è una convinzione profonda che oltrepassa le soglie della volontà. E lottare contro queste convinzioni è impossibile. Purtroppo alcune nostre convinzioni ci sono favorevoli, altre no, altre ancora, strutturate a causa di esperienze negative, ci sono ormai poco utili. E quando ci si rende conto che occorre cambiare, si lotta per farlo, ma spesso qualcosa agisce “al di là” di noi; più si lotta, più ci si allontana dalla soluzione. Esiste un “territorio mentale”, oltre alla volontà, che ha un potere decisionale così forte che spesso ha il sopravvento sui processi volontari. In questa parte della mente si costruiscono e si determinano le nostre convinzioni, si organizzano e si finalizzano i nostri comportamenti. Questa forza ci muove verso successi o fallimenti, muove l’energia contro di noi o in nostro favore. All’interno di questo “territorio” ci sono le informazioni che sottendono la vita emozionale e reattiva del nostro organismo, ci sono i dati che determinano il nostro stato di salute e dell’autostima: il suo linguaggio è l’immaginazione. Il cervello umano, con la sua capacità di immaginare, possiede una delle cose più importanti per la vita. Siamo dotati di una immaginazione così ricca che ci ha permesso di costruire, di concepire azioni e cose così straordinarie che si tramandano di generazione in generazione. E’ triste pensare che la stessa intelligenza ci porti a compiere atti o ad avere atteggiamenti che tendono a distruggerci.

Occorre ritornare ad essere consapevoli del nostro potere: attraverso quale strumento lo possiamo fare?
Alcune tecniche, specialmente quelle orientali, hanno formato la base delle scuole di pensiero che facevano capo alle varie religioni; altre più recenti, ma con supporti di sperimentazione scientifica più rigorosa, sono nate per andare incontro alle esigenze e alle necessità del nostro modo di vivere. Tra queste, la psicologia del benessere è quella che può fornire strumenti e indicazioni riguardo lo sviluppo personale e l’automiglioramento. Cambiare è in nostro potere: il solo passo da fare è desiderare di farlo e contattare il programma nascosto dell’intelligenza per comunicargli l’idea di un miglioramento, solo allora l’energia può essere efficace. Ogni persona, infatti, ha un potenziale di energia che può portarla a diventare più serena ed equilibrata, o farla agire perseguendo certi obiettivi senza perdere, in modo assolutamente inutile, energia preziosa. La maggior parte delle persone non riesce a farlo, probabilmente non glie l’hanno mai insegnato: il potere e la fiducia che hanno nella loro mente non è sufficiente per far scattare i meccanismi appropriati. Ma cambiare si può. Serve solo un metodo.

Nel panorama dei numerosi metodi che tendono all’autorealizzazione, la psicologia del benessere vuole essere un approccio globale all’automiglioramento e allo sviluppo del potenziale umano. E’ basata su insegnamenti che traggono la loro origine dalle antiche tradizioni di saggezza e contemporaneamente cerca di integrare le importanti scoperte delle neuroscienze per evolversi e rendersi sempre più comprensibile a tutti.
Si adatta, in tal modo, al difficile periodo che l’umanità sta attraversando e cerca di contribuire, con i propri strumenti, a tutte le metodologie che “spingono” l’uomo verso l’agire consapevole. Da questo punto di vista la psicologia del benessere può essere definita come un metodo di automiglioramento, ma è anche qualcosa di più: è un processo di crescita che si muove in armonia con i ritmi evolutivi della natura. In particolare cerca di condurre alla scoperta consapevole di quel processo evolutivo che avviene in modo naturale in ciascuno di noi. Aiuta cioè ogni persona a costruire, in modo autonomo, una personalità che si ponga verso il mondo in modo positivo e costruttivo, e che sia relativamente libera dalle “zavorre” delle esperienze e memorie negative.
Lo scopo è quello di indirizzare efficacemente le energie percependosi per come si desidera essere, senza che situazioni passate, avvenimenti o atteggiamenti mentali sbagliati influiscano nelle scelte di vita. Scoprire le proprie potenzialità ed aspirazioni aiuta ad aumentare la capacità di armonizzarsi con il ritmo spesso sfrenato della nostra vita e a migliorare la qualità delle nostre relazioni interpersonali. Quando si è “centrati” in questo modo è più facile anche prendere decisioni che siano realmente in sintonia con i nostri desideri più profondi e il nostro senso di giustizia interiore.
E’ un ottimo mezzo per conoscersi e comprendere le modalità comportamentali e comunicative della propria vita, con lo scopo di potersi dirigere meglio limitando gli errori che facciamo, spesso inconsapevolmente. La psicologia del benessere può aiutarci a ritrovare il punto di equilibrio della nostra esistenza e ad attivare i nostri talenti nell’affrontare la realtà: è possibile lavorare bene e tranquillamente solo quando sensazioni, sentimenti, emozioni, pensieri, immaginazione, intuizione e tutto ciò che ci forma sono in armonia.
La strada proposta non passa attraverso la negazione del proprio passato o del proprio modo di essere, bensì attraverso la trasformazione di quella modalità di azione e comportamento scarsamente efficaci, o che non ci fanno stare bene.

In un mondo dove spesso dobbiamo vivere conflitti interiori e con gli altri, acquista grande utilità tutto ciò che ci può aiutare a conoscerci meglio e a stemperare quelle caratteristiche della personalità che, sotto pressione, diventano atteggiamenti auto ed etero-distruttivi. E non parlo solo delle situazioni stressanti che ci obbligano a ritmi intensissimi, ma anche del “vuoto esistenziale” di cui spesso soffrono anche coloro che apparentemente sembrano felici o che vivono nell’agiatezza.
La delusione spesso nasce dallo scoprire che si sono investite le risorse personali per inseguire l’illusione di un benessere fondato sull’acquisizione di beni materiali o su stili di vita magari lontani o in distonia con i propri valori più profondi, valori appartenuti alle generazioni passate e che oggi sembrano aver perduto la loro validità.
Il disagio e la confusione nascono dal conflitto tra obiettivi esteriori e aspirazioni interiori e dall’incapacità di trovare dentro di sé l’unità. La psicologia del benessere ha come obiettivo quello di fornire degli strumenti autonomi affinché la persona sia in grado di autocondursi verso una ritrovata armonia, per sapere con maggior lucidità chi siamo e cosa vogliamo al di là di tutti i condizionamenti esterni. Significa anche riconoscere ed accettare che ogni nostra scelta o comportamento è un atto di responsabilità nei confronti di noi stessi e degli altri.
E ciò che prima veniva vissuto come una insormontabile difficoltà, diventa un’eccitante sfida, un viaggio ed un processo, che rendono la vita intensamente viva e completa, sicura e soddisfacente.

La psicologia del benessere è un metodo che ci permette l’autonoma gestione della nostra intelligenza.
Il suo punto di forza risiede nel fatto che non cerca di proporre un modello rigido e precostituito di come si “dovrebbe” essere poiché il successo lo si ottiene solo quando aderiamo completamente al nostro progetto di vita, diventando ciò che desideriamo diventare.
Ciò non significa appagare desideri impossibili, ma diventare capaci di essere noi stessi, al meglio, in qualsiasi situazione. Benché incentrata soprattutto sullo sviluppo della personalità, questa metodologia attiene anche all’area spirituale intesa come potere personale di entrare in contatto profondo con la propria energia riequilibrante; ciò significa che coloro che intraprendono questo percorso non devono aderire ad alcun credo particolare e che ciascuno, nell’assoluto rispetto delle proprie scelte di vita può usare la propria forza mentale per aiutare se stesso e gli altri secondo fini onesti, giusti e positivi.

Come si può ben comprendere non si tratta solo di una filosofia o una corrente di pensiero, ma di una metodologia pratica e concreta che integra le esperienze e le tecniche di vari approcci verso lo sviluppo personale. L’utilizzo di queste tecniche non è passivo, anzi ogni tecnica è uno strumento attivo che utilizza la nostra stessa mente permettendoci un contatto speciale con il naturale fluire della crescita e dello sviluppo. Il risultato della tecnica è la sua scomparsa: deve trasformarsi in un modo di essere, in uno stile di vita.
D’altronde il cambiamento e la crescita personale sono un processo continuo ed organico che si verifica continuamente in ciascuno di noi, anche se tende ad incontrare degli ostacoli che possiamo superare attraverso l’uso appropriato di tecniche specifiche.
Una volta affrontate le difficoltà iniziali, in cui occorre combattere contro lo stress e le parti più vulnerabili del nostro carattere, tutto diventa più semplice e si inizia a prendere coscienza delle vere potenzialità interiori. Si possono raggiungere piacere e sicurezza, e questo permette di avere relazioni interpersonali più efficaci, aumentando la capacità di comprendere e di ascoltare meglio le proprie esigenze, ma anche quelle delle altre persone.

La psicologia del benessere privilegia l’approccio mentale ed orienta i propri sforzi per favorire lo sviluppo ed il rinforzo dell’immagine di sé; a questo fine, nella sua evoluzione, ha integrato anche strumenti che provengono da approcci corporei, psicomotori e situazioni-laboratorio. Questo costituisce un fattore importante nella elaborazione tecnica: infatti, solo attraverso l’azione fisica è possibile rimemorizzare concretamente certe attitudini positive che fanno parte del bagaglio esperienziale di ognuno. Pone l’accento sul valore della visualizzazione intesa come controllo e capacità di dirigere la propria mente. Attraverso la gestione consapevole dei propri pensieri, permette di realizzare due condizioni indispensabili:

  • la capacità di essere rilassati che ci permette di avere dei benefici sia sul piano fisico, sia su quello psichico. Questa capacità ci consente di affrontare ogni situazione con equilibrio, qualità indispensabile per una lucida ed obiettiva visione della realtà, e di bilanciare le energie somatopsichiche, base del benessere organico e generale.
  • la capacità di dirigere la mente, ed in particolare quel programma nascosto dell’intelligenza che muove e dirige le energie e che può realizzare fisicamente ciò in cui crediamo.

Con la capacità di dirigere la mente possiamo ottenere un miglioramento di certe attitudini o abitudini e, fatto più importante, si riesce a migliorare la propria autoimmagine, cioè quell’insieme di pensieri e convinzioni che determinano il nostro “stile di vita”. Un uso corretto della mente ci può permettere di fare scelte migliori per il nostro benessere e per coloro che ci circondano. Soprattutto insegna a credere, sviluppare ed applicare nel quotidiano le capacità innate della nostra mente.

Sebbene alcuni suoi aspetti debbano necessariamente avere un carattere che si può considerare terapeutico, non si tratta di una psicoterapia. L’approccio psicologico rappresenta solo un mezzo, non un fine.
Venire a contatto con i conflitti, i preconcetti interiori, i malintesi, le attitudini distruttive, le difese alienanti, le emozioni negative, i sentimenti repressi, è essenziale. Anche la psicoterapia cerca di realizzare tutti questi obiettivi; tuttavia, mentre questo è il suo scopo finale, il lavoro della psicologia del benessere entra nella fase più importante solo dopo che questo stadio è stato superato. L’interesse maggiore consiste nell’attivare una più ampia coscienza.
Quanto prima si attiva e si utilizza l’inesauribile fonte di forza e d’ispirazione che ciascuno ha dentro sé, tanto più facilmente e velocemente si possono affrontare e sciogliere le ostruzioni e i conflitti.

I risultati che si possono ottenere mediante l’uso di queste tecniche variano da persona a persona. Una cosa certa è che con il rilassamento, così come è stato strutturato, la maggior parte delle persone ritrova la capacità di distendersi e di recuperare energie. Questo significa che in tempi moderatamente brevi si possono affrontare con successo i disagi dei disturbi psicosomatici (mal di testa, disturbi digestivi, ecc…), migliorare la qualità del sonno e ritrovare il riposo.
Oltre a questo, sperimentare questo metodo significa intraprendere un viaggio nel nostro universo interiore, affinché si possa vivere la vita nella sua totalità e pienezza. Quando siamo più centrati, la gioia e la sicurezza sgorgano da una profonda sorgente, attraiamo tutta l’abbondanza possibile, senza dipendere da essa. Questa ci arricchisce, soddisfa un nostro legittimo bisogno, ma non è la sostanza della vita. La sostanza è dentro. Questo è il viaggio più eccitante, significativo ed importante che possiamo fare.