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La PB Filosofia di un metodo di sviluppo

Newsletter 09

Per migliorare la qualità della vita.
L'uomo sembra aver dimenticato la capacità di conoscersi e di dirigersi, qualità peraltro che dovrebbe essere naturale.
Vivendo in modo talvolta meccanico e frettoloso ha diminuito la propria consapevolezza a favore di una modalità di vita attenta più alle soddisfazioni materiali di desideri creati da altri, che all'ascolto delle proprie esigenze ed aspettative. Pur svolgendo con successo tante attività, spesso paga dei prezzi molto alti per questa mancanza di consapevolezza.
Molti rinunciano alla propria autorealizzazione credendo di non essere all'altezza di compiti che invece potrebbero concretizzare e spesso si rifugiano nelle illusioni del benessere, che si rivelano tali quando fa capolino quel certo malessere che a volte si esprime con un indefinibile disagio, a volte con la malinconia, o con veri e propri disturbi.

In effetti ciascuno di noi ha sperimentato che l’energia mal diretta provoca inconvenienti non solo a livello fisico, ma anche affettivo e professionale: il corpo ci invia segnali, spesso inascoltati, come il mal di testa, l’insonnia, i disturbi gastrici
o la stanchezza, periodi in cui si ha mancanza di motivazione.
In molti casi è addirittura il sonno a rimetterci: durante la notte il cervello rimane ancorato ai problemi da risolvere e il risveglio, se di risveglio si può parlare, non è accompagnato dalla sensazione di essere riposati.
Altre volte i disturbi psicosomatici ci inducono ad un riposo obbligato e a terapie che in effetti non colgono l'essenza e il motivo di certi malesseri. Infatti, molte di queste malattie sono la conseguenza della reazione dell'organismo che ha superato la soglia di sopportazione: ed è così che più viviamo in modo stressato, più diventiamo indifesi allo stress stesso.

E' un circolo vizioso. In questi casi cosa si fa?


Spesso agiamo seguendo la volontà o la razionalità pensando di poter imporre al nostro organismo un ulteriore sforzo, ma in certi casi ci sembra di andare in direzione contraria: per esempio quando abbiamo voglia di rilassarci o di abbandonare certe preoccupazioni, spesso continuiamo ad essere preoccupati e a rimanere tesi senza una ragione evidente. Il cervello non riesce a comandare certi meccanismi che sembrano sotto il controllo di una parte diversa.
La volontà è uno strumento straordinario che ha un grande potere e che ci permette di attivare azioni e comportamenti verso obiettivi personali.
Con la razionalità e la volontà possiamo decidere di fare un movimento, di mangiare, di prendere un oggetto con la mano, di andare a dormire o di smettere di fumare.
Purtroppo, con la stessa logica non possiamo decidere di dormire bene, di digerire efficacemente, di essere rilassati in una situazione di crisi o evitare di diventare rossi in una situazione imbarazzante. Anzi, più ci sforziamo, più il problema aumenta.
Ma se lo si desidera perché non accade?
Perché più ci si sforza, peggio è?

In realtà ciò che spinge l’uomo all’azione nasce da una “profondità” che ha qualcosa di vago, d’indefinibile. Quello che realmente fa agire una persona è una convinzione profonda che oltrepassa le soglie della volontà.
E lottare contro queste convinzioni è impossibile. Purtroppo alcune nostre convinzioni ci sono favorevoli, altre no, altre ancora, strutturate a causa di esperienze negative, ci sono ormai poco utili. E quando ci si rende conto che occorre cambiare, si lotta per farlo, ma spesso qualcosa agisce “al di là” di noi; più si lotta, più ci si allontana dalla soluzione.
Esiste un "territorio mentale", oltre alla volontà, che ha un potere decisionale così forte che spesso ha il sopravvento sui processi volontari. In questa parte della mente si costruiscono e si determinano le nostre convinzioni, si organizzano e si finalizzano i nostri comportamenti.
Questa forza ci muove verso successi o fallimenti, muove l’energia contro di noi o in nostro favore.
All'interno di questo "territorio" ci sono le informazioni che sottendono la vita emozionale e reattiva del nostro organismo, ci sono i dati che determinano il nostro stato di salute e dell'auto-stima: il suo linguaggio è l’immaginazione.
Il cervello umano, con la sua capacità di immaginare, possiede una delle cose più importanti per la vita.
Siamo dotati di una immaginazione così ricca che ci ha permesso di costruire, di concepire azioni e cose così straordinarie che si tramandano di generazione in generazione. E’ triste pensare che la stessa intelligenza ci porti a compiere atti o ad avere atteggiamenti che tendono a distruggerci.
Occorre ritornare ad essere consapevoli del nostro potere: attraverso quale strumento lo possiamo fare?
Alcune tecniche, specialmente quelle orientali, hanno formato la base delle scuole di pensiero che facevano capo alle varie religioni; altre più recenti, ma con supporti di sperimentazione scientifica più rigorosa, sono nate per andare incontro alle esigenze e alle necessità del nostro modo di vivere.
Tra queste, la psicologia del benessere è quella che può fornire strumenti e indicazioni riguardo lo sviluppo personale e l'automiglioramento.
Cambiare è in nostro potere: il solo passo da fare è desiderare di farlo e contattare il programma nascosto dell’intelligenza per comunicargli l’idea di un miglioramento, solo allora l’energia può essere efficace. Ogni persona, infatti, ha un potenziale di energia che può portarla a diventare più serena ed equilibrata, o farla agire perseguendo certi obiettivi senza perdere, in modo assolutamente inutile, energia preziosa.
La maggior parte delle persone non riesce a farlo, probabilmente non gliel’hanno mai insegnato: il potere e la fiducia che hanno nella loro mente non è sufficiente per far scattare i meccanismi appropriati.
Ma cambiare si può.
Serve solo un metodo.







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