Musicoterapia. Classica, sacra, pop… Ogni melodia può aiutarti. Contro i mali dell’anima, e non solo.
Articolo pubblicato su Benessere
Ascolta
più spesso la musica e starai meglio. Oggi si sa per certo che
fa bene non solo alla mente, ma anche al corpo. Numerose ricerche scientifiche
hanno dimostrato come possa costituire una vera e propria terapia. Lo
studio più noto? Quello che ha portato alla ribalta il cosiddetto
“effetto Mozart”, dal nome del grande compositore, le cui
opere sono state per l’appunto utilizzate per l’indagine.
Condotto all’inizio degli anni Novanta al Centro di Neurologia dell’apprendimento
e della memoria dell’Università della California di Irvine,
fornì una conclusione sorprendente: subito dopo avere ascoltato
una sonata per pianoforte del maestro salisburghese, in tutti i presenti
aumentò di circa il 50 per cento il potenziale di ragionamento
e concentrazione. Ma non sono soltanto i brani di Mozart ad avere
effetti positivi. Da altri studi è emerso il contributo della musica,
di vario genere, nella cura della depressione e dell’ansia. Si sono
avute prove d’efficacia contro il mal di testa muscolo tensivo,
i dolori di schiena e i sintomi connessi a situazioni di stress. Mentre
negli anziani si registra un aumento della memoria, delle capacità
cognitive e del tono dell’umore.
Fa bene a tutto l’organismo
“L’ascolto della musica agisce sulla parte del nostro cervello
che controlla le emozioni”, spiega Leonardo Milani, psicologo e
direttore dell’Istituto di psicologia del benessere di Ferrara.
“Le sensazioni che induce sono di estrema tranquillità interiore,
condizione che porta a un rilassamento della muscolatura, con conseguente beneficio per tutto il sistema cardiocircolatorio”.
Si è visto, per esempio, che in chi è iperteso la musica
aiuta a mantenere la pressione a livelli controllati e che nelle forme
di tachicardia di origine nervosa riesce a ripristinare la giusta frequenza
del battito. Il rilassamento muscolare ha utili effetti anche sull’apparato
respiratorio, perché lo stato di minore tensione va a vantaggio
di una respirazione più regolare e profonda. Agisce pure
sui dolori muscolari causati da contratture: la spiegazione è
ancora una volta provata da una serie di studi che testimoniano come la
musica, grazie alle sensazioni positive che suscita, stimoli indirettamente
la produzione di betaendorfine, “analgesici” naturali rilasciati
dal cervello, che esercitano un’azione calmante sulla muscolatura.
Combatte ansia e blocchi psichici
Una delle sue applicazioni più sorprendenti, comunque, è
quella rivolta ai bambini autistici che, grazie al ritmo musicale, riescono
a superare alcuni dei loro blocchi. Anche nei piccoli colpiti da problemi
dell’apprendimento e del movimento, ha dato buoni risultati. Non
solo. Si è rivelata un aiuto prezioso nei processi di guarigione,
affiancata alla medicina tradizionale. Molti studi clinici hanno infatti
confermato che, quando le cure farmacologiche sono sostenute da un programma
di musicoterapia, i malati dimostrano una velocità di recupero
superiore alla norma. Sulla base di tanti risultati positivi,
in tutto il mondo, Italia compresa, sono sorti centri dove questa tecnica
viene praticata, principalmente per combattere malesseri di natura psichica.
E’ un valido aiuto per chi soffre d’ansia, di depressione,
di nevrosi e per chi ha difficoltà a socializzare. Ma come si svolge
una seduta di musicoterapia? “Non esiste un unico standard”,
spiega Luisa Salmaso, musicoterapeuta. “Ogni paziente è
un caso a sè e, nell’impostare il programma terapeutico,
occorre tenere conto della situazione emotiva del momento e del tipo di
disturbo”.
Occhi chiusi e...orecchie aperte
Ogni incontro inizia con un colloquio, per far emergere i disagi. Alla
chiacchierata segue l’ascolto di un brano. Di norma viene preferito
il genere classico, perchè è più adattabile ai diversi
stati d’animo. “Se però al paziente non piace, si può
usare qualsiasi altro tipo di musica: dai suoni della natura ai gospel”,
dice Salmaso. Mentre si ascolta il brano, è meglio tenere gli occhi
chiusi, per non farsi distrarre da ciò che si ha intorno. Al termine
della seduta, un’altra veloce conversazione con il terapeuta sulle
emozioni provate. Poi, di comune accordo, si può suonare uno strumento,
come il tamburo, le maracas, i tamburelli; non importa se non
si conoscono le note: basta seguire l’istinto. “Aiuta
a capirsi meglio e ad accrescere l’autostima”, assicura Salmaso.
La durata della terapia? Una seduta alla settimana, per un massimo di
venti-venticinque incontri.
Così vinci gli attacchi di panico
Musicoterapia guidata per superare gli attacchi di panico e le crisi d’ansia.
Da soli, a casa propria. Con l’aiuto di un cd contenente otto brani,
accompagnati dalla voce del terapeuta che conduce l’ascoltatore
verso il rilassamento, mediante visualizzazioni di carattere simbolico.
La tecnica è stata messa a punto dallo psichiatra e psicoterapeuta
Roberto Paganelli. Musicoterapia per attacchi di panico (cd più
volume) è edito da Il punto d’incontro. In libreria, a 14,50
euro.
Dall'attesa alla nascita
Se aspetti un bimbo e sei già al sesto mese di gravidanza, tieni
presente che è proprio in questo periodo che il piccolo comincia
a sentire i suoni che arrivano dall’esterno e a reagire agli stimoli
sonori. I primi che impara ad ascoltare sono il battito del tuo cuore
e la tua voce: parlagli spesso e cantagli una ninna nanna, oppure metti
un brano di musica classica, quando lo senti agitato. E dopo la nascita?
In commercio ci sono cd che riproducono il battito cardiaco, utili nei
primi giorni di vita. Per le poppate scegli musiche dolci come sottofondo.
L’effetto non è solo immediato: secondo gli psicologi, la
musica è fondamentale per lo sviluppo della fantasia e rende i
bambini più ottimisti e comunicativi.
Scegli il brano giusto per te
Vuoi fare a meno dello specialista? In tal caso, più che una vera
terapia, la musica diventa un supposto per stare meglio. Ecco un elenco
di brani da ascoltare, secondo i tuoi bisogni.
Se desideri relax. Il lago dei cigni, di Ciaikovskij; Concerto per piano
n. 2, di Rachmaninov.
Per concentrarti. Concerto per piano n. 24, di Mozart; i Concerti, di
Haydin.
Se devi studiare. Canti gregoriani; La Primavera, di Vivaldi.
Se vuoi distrarti dalle preoccupazioni. Musiche new age e suoni della
natura.
Per una sferzata di energia. Pizzicato polka, di Strauss; Duetto buffo
di due gatti, di Rossini.
In caso di ansia. Preludio del Lohengrin, di Wagner; Adagi, di Bachelbel;
Terzo atto del Nabucco, di Verdi.
Se soffri di insonnia. I Notturni di Chopin.
Per un generale benessere. I successi degli anni Quaranta e la musica
country-western.
Per coccolare la psiche. Musica sacra, gospel, spirituals.
Se liberi la voce aumenti l'autostima
La voce è legata alla nostra parte più intima, a quello
che noi siamo veramente. Può svelare agli altri i nostri stati
d’animo, le nostre insicurezze, i nostri sentimenti. Ma la voce
rappresenta anche uno strumento terapeutico. Spiega Salmaso: “Durante
le sedute di musicoterapia si possono usare le modulazioni del tono vocale,
fino al canto. Questo esercizio, però, non viene mai proposto all’avvio
della terapia perchè da parte del paziente c’è sempre
un senso di vergogna nel far sentire la propria voce. E’ bene, prima,
stabilire un rapporto di confidenza con il soggetto”. Si comincia
con una nota sottovoce, per giungere con il tempo a cantare una canzone,
scelta dal paziente. Quando si arriva a questa fase, significa che si
è ottenuto un buon equilibrio psicofisico e si comincia ad accettarsi,
con le proprie debolezze.
Ecco a chi rivolgeti:
• Apim (Associazione professionale italiana musicoterapisti)
c/o Manarolo, Vico Curletto Chiuso 5/6, 16121 Genova. Tel. 010 593641,
fax 010 6505685; apim@money.it • Aim (Associazione italiana professionisti della musicoterapia)
c/o Arsnova, via S. Siro 1/1, 16124 Genova; info@arsnovagenova.com • Centro di formazione nelle artiterapie
Via Balicco 11, 23900 Lecco. Tel. 0341 350496, fax 0341 285012; info@artiterapie.it • Fedim (Fed. it. di musicoterapia)
p.zza di Porta Portese 7/9, 00153 Roma. Tel. 06 58334006, fax 06 58179744;
musicoterapia@fedim.it • Fim (Federazione italiana dei musicoterapeuti)
via Rosciano 15, 24010 Ponteranica (BG). Tel e fax 035 570658; fim@musicoterapia.it
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